Pensato come un’estensione de La società dei dividui (Meltemi, 2026), questo libro approfondisce il tema del dividuale in una prospettiva più ampia, all’interno della crisi che affligge la tarda modernità e l’accompagna verso il suo inevitabile declino. Oltre la società liquida di Zygmunt Bauman si aprono scenari oscuri, attraverso una dolorosa fase di transizione che definire “interregno” è riduttivo. Siamo di fronte a una mutazione antropologica? L’autore ci introduce nel mondo frammentato dei dividui, soggetti divisi che rischiano di perdere la loro individualità, le relazioni sociali, l’equilibrio conquistato in secoli di civiltà, per privilegiare la virtualizzazione dell’esistenza. Sedotti dalle nuove tecnologie, travolti da flussi informativi governati dagli algoritmi, i dividui sono proiettati verso un futuro di menti e corpi mediati dalle macchine.